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Come fare un CV passo dopo passo
La struttura, cosa mettere in ogni sezione e come descrivere l'esperienza perché un selezionatore voglia chiamarti.
Cosa cerca un selezionatore in 7 secondi
In media un selezionatore dedica pochi secondi alla prima lettura di un CV. In quel tempo non legge: scorre. Cerca tre cose: chi sei (il tuo titolo), dove hai lavorato e facendo cosa (gli ultimi ruoli) e se sei in linea con l'offerta (parole chiave e risultati).
Per questo un buon CV non è quello che racconta di più, ma quello che rende evidenti queste tre risposte. Tutto il resto è secondario.
La struttura che funziona
Salvo casi molto particolari, questo ordine è il più chiaro per qualsiasi settore:
- 1Dati di contatto: nome, titolo professionale, telefono, e-mail e città. Non servono indirizzo completo, codice fiscale o data di nascita.
- 2Profilo professionale: 2-4 righe su chi sei, in cosa sei bravo e cosa cerchi.
- 3Esperienza: dal ruolo più recente al più vecchio.
- 4Formazione: titolo, istituto e anni. Se hai appena finito gli studi, va prima dell'esperienza.
- 5Competenze e lingue: concrete e con livello.
- 6Facoltativo: certificazioni, progetti, volontariato o link (portfolio, LinkedIn, GitHub).
Come descrivere l'esperienza
È la sezione che pesa di più ed è quella scritta peggio. L'errore tipico è elencare mansioni, che descrivono il ruolo ma non te. Ciò che ti distingue sono i risultati: cosa è cambiato grazie al tuo lavoro.
Una formula semplice per ogni riga: azione + cosa hai fatto + risultato o dimensione.
Da evitare
Responsabile dei social media dell'azienda.
Meglio
Gestione dei social di 8 clienti; profilo Instagram di uno di loro cresciuto da 3.000 a 25.000 follower in un anno.
Da evitare
Assistenza clienti e cassa.
Meglio
Gestione di cassa, cambi e resi con chiusura giornaliera senza differenze; obiettivo di vendita superato in 9 degli ultimi 12 mesi.
Non tutto deve avere un numero, ma deve avere una dimensione: quante persone, quanti clienti, che budget, con che frequenza. Bastano 2-4 righe per ruolo; per quelli più vecchi, una sola.
Competenze: meno aggettivi, più fatti
«Proattivo, dinamico e orientato al lavoro di squadra» compare in migliaia di CV e non dice niente. Le competenze che contano sono concrete e verificabili: software, strumenti, tecniche, certificazioni, lingue con livello.
- Meglio «Excel avanzato (tabelle pivot, CERCA.VERT)» che «buona conoscenza di Excel».
- Meglio «Inglese C1 (Cambridge Advanced)» che «inglese fluente».
- Le soft skill si dimostrano nell'esperienza, non in un elenco.
Adatta il CV a ogni offerta
Mandare lo stesso CV a tutte le offerte è il modo più rapido per non ricevere risposte. Non serve rifarlo ogni volta: basta ritoccare titolo, profilo e ordine delle righe perché ciò che chiede l'offerta compaia per primo, con le sue stesse parole.
Errori che scartano un CV
- Errori di ortografia: rileggi due volte e fallo leggere a qualcuno.
- Un indirizzo e-mail poco professionale (meglio nome.cognome@...).
- Date incoerenti o buchi non spiegati: se c'è stata una pausa, basta una riga.
- Grafiche pesanti che l'ATS non riesce a leggere: tabelle, testo in immagini, icone al posto delle parole.
- Mentire o esagerare: tutto ciò che scrivi può uscire al colloquio.
Formato e invio
Invia sempre il CV in PDF, a meno che non chiedano Word: si vede uguale su qualsiasi dispositivo. Dai al file il tuo nome («CV-Laura-Garcia.pdf»), non «CV finale definitivo 3.pdf».
La foto: in Italia è frequente ma non obbligatoria. Nel Regno Unito o negli Stati Uniti si consiglia di non inserirla. Se la metti, che sia professionale, recente e su sfondo neutro.
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